Il nome “Debbia” deriva dal toponimo medioevale debelis che si riferisce ad un luogo disboscato bruciando le sterpaglie. Nel 1070 Il marchese Bonifacio, padre di Matilde, ottenne queste terre in enfiteusi dalle autorità religiose di Reggio Emilia. La prima chiesa, dedicata a Maria assunta, è databile verso la fine del secolo XII, mentre quella attuale, più volte restaurata, risale al 1660.

Il nucleo più antico del paese, oltre alla chiesa e alla canonica, comprende anche il Torrione del castello di Debbia.

La torre di Debbia presenta caratteristiche costruttive riconducibili alla architettura medievale del XII-XIII secolo: la muratura, infatti, è realizzata in base alla tecnica costruttiva in conci di pietra disposti in corsi paralleli che caratterizza detto contesto storico. La torre costituisce, probabilmente, l’ultimo residuo del castello medievale citato in documenti del 1070 e del 1143 e che nel 1447 apparteneva alla famiglia Fogliani.

L’edificio, originariamente assai  più elevato, ha subito nel corso dei secoli notevoli danneggiamenti, che hanno condotto all’attuale fisionomia, con vistose fessurazioni, distacchi e crolli.
Nell’intento di evitare il collasso della costruzione, nel 2012, l’amministrazione comunale di Baiso ha promosso un intervento di consolidamento, autorizzato dalla competente soprintendenza, che ha consentito di salvaguardare lo storico edificio.
In corrispondenza del progetto del prospetto rivolto ad ovest, si apre un portale difensivo sopraelevato e a stipiti composti, al quale probabilmente si accedeva con una scala retrattile. Nel fianco orientale della torre si apre un secondo portale archiacuto, del quale rimane soltanto un fianco, realizzato in base a tecniche ostruttive a conci poligonali documentate nella valle del Secchia-Dragone già nel XIII secolo.
All’interno si conserva parte di un volto in muratura di pietra che sosteneva il solaio del primo piano, originariamente pavimentato in lastre di arenaria. I restanti solai erano, invece, interamente realizzati in legno, sorretti da travi in estate nel muro. Una scala a rampa collegava tra loro i diversi livelli.
Prima dell’intervento di restauro e consolidamento, in corrispondenza dei prospetti sud-ovest della torre, erano presenti profonde fessurazione ed ampie lesioni con notevoli accumuli di materiale lapideo di crollo sia all’interno che all’esterno della torre. Le parti sommitali della torre, a causa dei progressivi distacchi della muratura erano caratterizzati da un elevato grado di instabilità e da un grave assetto pericolante, conseguente al degrado della malta fortemente ammalorata dagli agenti atmosferici.